Zoka, 1997

A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z

1-100       Compilations

HH from the Italian Diaspora

Frankie Hi NRGLa Morte dei Miracoli (1997)

Autodafè (English translation)

Prendo le distanze da me perché non voglio avere niente a cui spartire con me, da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi: sono il mio nemico, il piu acerrimo.
Carceriere di me stesso con lachiave in tasca invoco liberta ma per adesso so che questa cella restera sprangata a triplice mandata dall' interno: sono l'anima dannata messa guardia del mio inferno.
Reprimo ogni possibile "me," inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile, segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario.
Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo, credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso - e guido un autodafè.
In cattiva compagnia soprattutto se sto solo, negativo come i G in una picchiata, prendo il volo, salgo, stallo e aspetto il peggio, che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert.
Malato immaginario piu di quello di Moliere, sono il mio gregario e mi comportoda Salieri e non chiedermi il perché, che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi piu riprendere.

Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai, batti uncolpo se ci sei e se stai ascoltandomi, strappami da questo mio torpore atarassico, mi son perso dentro un parco che e giurassico e non trovovie d'uscita:
vieni a prendermi o precipito, scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio:
nel tedio per me non c'e rimedio e mene accorgo perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo.
Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano e mi accorgo solodopo un attimo che esagero : ma come al solito il danno fatto e irreparabile, la storia e irreversibile, la mia memoria e labile elavabile.
Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone pagando la pigione all'abitudine e prendendo l'eccezione come regola di vita : stodi casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.
Vago, divago, come il dr. Zivago io mi sbraccio e non mi vedi, cerco mani e spesso trovo piedi, cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano, ed io so bene che lecicatrici restano.
Carta, penna e poco piu per stare a galla, nella testa il mio pensiero e come un ragno in una bolla:
seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere.. pazientemente...


HOME