Zoka, 1997

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1-100       Compilations

HH from the Italian Diaspora

Frankie Hi NRGVerba Manent (1993)

Potere alla parola (English translation)

Rap
parola in effetto coacervo di metafore
che esprimono un concetto assoluto e perfetto,
un colpo diretto
assestato al sistema dal profondo del ghetto spirituale
in cui voglion relegarci ad affogare
in quel mare di chiacchiere impastate
solo di quella morale falsa e opportunista
che usa la censura come arma di difesa e spara a vista su quanti
— credimi non tanti — rifiutano
ogni forma di controllo messa in atto dai potenti,
dai signori che controllan l'opinione,
da quelli che correggono le bozze del copione
chiamato informazione in scena
tutti i giorni sugli schermi di un' intera nazione...
Questo e' il veleno che ci vogliono inoculare,
non esiste antidoto e' la morte mentale,
opponi resistenza non farti plagiare
se non ti vuoi ridurre in uno stato terminale
nella stasi comatosa di chi e' incapace di pensare
e preferisce lamentarsi se qualcosa gli va male.
Agire, pensare, parlare, esplorare
ogni capanna del villaggio globale,
spalancare le finestre alla comunicazione personale,
aprire il canale universale,
dare fondo all'arsenale di parole soffocate
dalle ragnatele di un'intera generazione di silenzio,
questo e' cio' che penso,
la vita e' la mia scuola
e do' potere alla parola.

Soggetto, predicato, complementi,
senza troppi complimenti come un pugno sopra ai denti,
il silenzio e' dei perdenti, muti e sorridenti,
immunodeficienti agli attacchi dei potenti
che spingono la massa a colpi di grancassa nel basso del fosso,
sull'orlo del baratro sigillano il feretro del dialogo con chiodi di garofano,
grida represse in un clamore afono
e il megafono catodico raccoglie e amplifica chiacchere diafane
come ali di tafani che ronzano nell'afa del deserto culturale
in mezzo ai ruderi di un epoca fatta di ideali mai raggiunti,
vuoi per mancanza di costanza, vuoi di fortuna,
vuoi di coraggio, vuoi cambiare cambia:
questo e'il momento di passare in vantaggio...
Questo e'il messaggio che ti sto' indirizzando
il crimine sonoro che sto' perpetrando
violando quel tacito codice incivile del silenzio
da cui mi differenzio in quanto presenzio e sentenzio:
ritmica la rima ossessiva e percussiva offensiva
e persuasiva dirada la nebbia luminosa come il sole
perche'la lingua batte se la mente vuole...

Scruto l'orizzonte
vedo un punto d'arrivo un traguardo
e vado a rotta di collo inciampo
e cado mi sbuccio le ginocchia
ma non bado tiro il fiato
mi rialzo mi tuffo e guardo la palude
che ricopre quell'eldorado di ideali
che sedimentati come fango ricoprono il fondo dello stagno in cui mi bagno,
torbido e malsano si sa come e' cosi',
torbido e malsano ricettacolo di stimoli sopiti d'un passato ormai lontano
sospesi in un limbo di silenzio
inumano rotto dal vortice verbale
che penetra sotto la pelle e fa male
ma e' giunto il tuo momento
non stare a guardare dai,
urla a squarciagola
dai potere alla parola


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