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"Il mio presepio newyorchese"
Joseph Sciorra
American Oggi, December 23, 2001
tradutto da Stefano Vaccaro
(English version)Dopo aver passato anni a desiderarlo, finalmento l'ho fatto. Ho costruito il mio primo presepio.
Lo scorso Natale, ho creato il paesaggio in miniatura di una immaginata scena della Natività che è il presepio italiano. Come ogni tradizione, questa involve l'aderenza a precetti già stabiliti e impartiti, ma allo stesso tempo personalizzandoli e aggiornadoli. E' proprio questo che mantiene la cultura viva.
Il mio amore per il presepio origina da due fonti: mio padre e la mia ricerca accademica.
Mio padre Enrico, che proviene da Carunchio, paese in provincia di Chieti, Abruzzo, ha messo insieme il presepio di famiglia per quasi mezzo secolo. Quando ero un bambino all'inizio degli anni Sessanta, il nostro presepio era un incredibile miscuglio di elementi tra i più disparati. Oltre alla Santa Famiglia, i tre Re e i pastori con il loro gregge, la nostra Natività di Brooklyn metteva in mostra un esotico raggruppamento che includeva un alligatore, un leone e una zebra, così come uno sciatore alpino con indosso una tuta degli anni Cinquanta e una barricata di plastica proveniente da un fortino del Far West. Un trenino Lionel completo circondava il tutto.
Il presepio si colloca in tanti periodi diversi e nelle diverse connotazioni geografiche. Allora se il classico presepe napoletano era un miscuglio barocco tra Betlemme e l'Italia del XVIII secolo, perché mio padre non avrebbe dovuto includere dei richiami all'America?
Come studioso del folclore, sto studiando le versioni newyorchesi di questa tradizione degli ultimi quindici anni. Durante questo periodo, ho scoperto che la creazione annuale di mio padre non era un fatto isolato ma molto comune tra gli italoamericani, infatti gli italiani di New York spesso hanno incluso anacronistiche figure nel loro presepio, dai preti ai dottori, da San Francesco di Assisi a Mickey Mouse.
Giuseppe Monfoletto, originario di Polizzi Generosa (Palermo), mette insieme un vertiginoso arrangiamento di scene interconnesse che includono Adamo e Eva nel giardino dell'Eden, Santa Claus mentre scenda da un camino, un nativo americano accanto al suo teepee e la Torre pendente di Pisa, il tutto costruito nel suo grande garage a Ridgewood, nel Queens.
Qualche persona potrebbe rimanere scioccata da questo tipo di paesaggio della Natività, sostenendo che non si tratta di un "vero presepio tradizionale". Sono un italo americano, e come tutti qualche volta ci sentiamo appesantiti dall'eredità della grande arte italiana. Ci sono coloro infatti che nella nostra comunità liquidano le forme d'arte folcloristiche contemporanee praticate nelle nostre case e nei nostri quartieri definendole bizzarre, insignificanti, un kitsch volgare. Sono stato testimone di questo durante la mia ricerca sulle edicole sacre davanti ai giardini, nelle case con le decorazioni natalizie e anche nelle feste religiose. Questo è un vero peccato perché questo modo di pensare nega il dinamismo della nostra cultura e i nostri artisti folk viventi, e questo atteggiamento sembra accadere molto meno negli altri gruppi etnici.
Andando alla ricerca di presepi in Italia, era estremamente difficile trovare della letteratura che descrivesse semplici presepi casalinghi costruiti dal popolo. Quasi sempre ogni pubblicazione si concentrava sui grandi maestri dell'alto periodo barocco come Giuseppe Sammartino e Saverio Vassallo. Mentre questi sono, senza dubbio, estremamente inportanti per la storia e lo sviluppo del presepio, io comunque sono rimasto più affascianto da persone come Antonio Vigliante di Brooklyn.
Vigliante, campano di Solofra (Avellino), ha creato uno dei più sbalorditivi presepi della città di New York nella cantina della Chiesa di St. Athanasius a Bensonhurst. Questa stupenda creazione è uno studio sull'armonia pastorale con montagne dipinte e scolpite collocate sullo sfondo da dove sgorga un ruscello che passa sotto un rustico ponticello di legno e accanto a delle fattorie di polistirene e cartone fatte a mano. In aggiunta ai pastori e contadini del XIX secolo, la creazione di Antonio include arabi, fugure di neri, e contadini messicani. "E' proprio quello che cercavo, un presepio con differenti persone, differenti popoli, differenti lingue", mi ha detto. "E' un misto, per questo va tutto bene".
Mi è rimasto nel cuore cosa ho imparato da Antonio e altri costruttori di presepi a New York praticanti di una tradizione vivente quando nel dicembre del 2000 mi sono sforzato di costruire il mio primo presepio. Ho comprato la "Holy Family", i "Three Kings", e due zampognari a Via San Gregorio Armeno a Napoli. Poi ho rimepito la scena con gli animali di plastica e i pupazzetti dei mie figli.
Non sono molto capace con le mani. Mia moglie e i bambini si facevano delle risate mentre cercavo di costruire la mangiatoia, che è finita per essere una semplice tettoia che ho poi fissato attaccandola alla montagna di carta pesta. I miei figli mi hanno aiutato a dar forma alla montagna e hanno dipinto il cielo pieno di stelle. Poi abbiamo spruzzato il picco della montagna con una polvere di farina bianca.
Il mio presepio era ecumenico. Includeva un Budda seduto, l'elefante indù God Ganesh, e il "popolare" santo Dr. Jose Gregorio Hernandez dal Venezuela. Sullo sfondo, a distanza, si innalzava il Colosseo, la torre pendente di Pisa, la Torre Eiffel, l'Empire State Building e le Torri Gemelle. Ho incluso queste figure e questi oggetti perché erano disponibili, erano più o meno in scala, e secondo me davano un senso al gruppo e come parte di un paesaggio di fantasia in miniatura.
Ora sto appena ultimando il mio secondo presepio. Mentre non riuscirò mai a raggiungere l'immaginazione, la tecnica e la prospettiva di Giuseppe Monfoletto e Antonio Vigliante, mi sento di portare un mio umile contributo alla tradizione vivente del presepio di New York.
- Phase I papier-mache mountains & lean-to manger
- Phase II painted mountains & backdrop
- Phase III moss
- Phase V the figures are set up
- Phase VI the stars
- Detail A characters & buildings
- Detail B around the campfire
- Deatil C the manger
- Detail D mountain top
- Phase VII angels, the star, & cloth
- Phase VIII really finished